Nel 1992 il mondo della lucha libre fu sconvolto dall’arrivo di gruppo di luchadores molto insolito, chiamato Las Cosas. Si inseriva nella tradizione dei famosi relevos australianos, anche se i suoi membri ne introdussero una versione a 5, fino a quel momento inedita. Per due anni imperversarono su molti ring, esibendosi in manobras aéreas estremamente innovative. Non vinsero mai un incontro, ma le loro sconfitte erano spettacolari e il loro seguito crebbe a dismisura. Nel 1994 scomparvero all’improvviso dalla scena, lasciando dietro di sé un alone di mistero. Un mistero che fino ad oggi non è ancora stato svelato.

Per cominciare a farlo bisogna tornare indietro di 13 anni, al 1979, quando un giovane gringo di nome Ken David arrivò a Città del Messico, con un sogno nel cuore. Incontrò un losco figuro, soprannominato Los Puercos, già noto alle autorità come spacciatore di tortillas ripiene di allucinogeni. Ken non sapeva in quale guaio si stava cacciando, ma il suo sogno era più forte del buonsenso. Due settimane dopo il suo arrivo, venne rimpatriato negli Stati Uniti, per essere immediatamente internato nel famigerato Pennhurst State School and Hospital, in Pennsylvania.

Solo un anno dopo, un medico di quello stesso ospedale psichiatrico, il dott. Lonnie Anderson, che aveva avuto in cura David per qualche mese, andò in vacanza in Messico con la moglie. Mentre si godevano un carajillo sul terrazzo all’ultimo piano dell’hotel Estrella del Mar di Acapulco, apparve all’improvviso un uomo mascherato, che gridando la frase “Natillas para siempre!” si getto sulla moglie di Anderson, trascinandola con sé oltre il parapetto. I due si schiatarono sulla sottostante Avenida Costera Miguel Alemán, morendo sul colpo. Curiosamente Anderson non ne fu sconvolto: quando la polizia lo interrogò, disse solo che non aveva mai bevuto un carajillo così schifoso. Ma non tornò mai in Pensilvania: si comprò una casa a Guanajuato e ottenne la cittadinanza messicana.

Uno dei poliziotti che interrogarono Anderson, Juan Pablo Lopes Hernandez, fu profondamente segnato dall’avvenimento. Era uno dei suoi primi giorni di lavoro, ed era molto motivato. Ma la vista dei cadaveri straziati sull’asfalto gli fece scoprire la sua vera vocazione. Dopo due anni di sacrifici e risparmi, aprì un negozio di fiori a Puebla.

Non sapeva che era quello il sogno segreto che Ken David custodiva nel suo cuore, prima di impazzire a causa di una overdose di tortillas ripiene di LSD. Il destino è un dio capriccioso, e trova spesso modi perversi per manifestarsi.

Era il 1982. Nel novembre venne ufficializzata la decisione che il Messico sarebbe stato la sede dei campionati mondiali di calcio del 1986. Il 28 giugno di quell’anno, nello stadio della città in cui Juan aveva il suo negozio di fiori, si svolse la partita per l’assegnazione del terzo e quarto posto, tra Francia e Belgio. Vinse la Francia, ma fu una partita sofferta. A Juán non piaceva il calcio, ma quella sera capitò per caso in un bar in cui si trovavano alcuni tifosi belgi, frustrati e ubriachi. Juan ebbe la cattiva idea di rivolgersi a uno di loro, pensando bene di rispolverare il suo francese, che gli era stato insegnato dalla nonna, figlia illegittima di un generale francese sbarcato in Messico nel 1862. Solo per un caso Juan non morì. La commozione cerebrale che aveva subito era molto grave, ma alla fine sopravvisse, anche se da allora cominciò a soffrire di attacchi epilettici e disturbi del linguaggio.

Per di più, la fidanzata lo lasciò poco dopo, per sposarsi, l’anno successivo, con il famoso attore Arturo Peniche.

Dopo aver recitato in famose telenovelas come Monte Calvario, La indomable e Amor en silencio, nel 1991 Peniche entrò nel cast di Valeria y Maximiliano. Durante le riprese, fece amicizia con un giovanissimo attrezzista italiano. Durante le pause, Peniche trasmise al giovane la passione per la lucha libre messicana. Dopo la fine della lavorazione della telenovelas, Peniche e il giovane attrezzista non si rividero più. Era il 1992.

Il giovane attrezzista si chiamava Dario Marelli, e nella sua mente si era accesa la luce di un’idea meravigliosa. Il resto è leggenda…

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