
Tanti anni fa, in una terra lontana, un piccolo camaleonte viveva con la sua mamma e il suo papà. Il suo nome era Carfullo, e amava molto le mosche. Non nel senso che gli piacevano da mangiare, ma nel senso che gli voleva proprio bene. Non sapeva però che la mamma, quando lo imboccava, gli faceva mangiare proprio delle mosche, che però non erano riconoscibili, in quanto ridotte a purè.
Ma un giorno, una strega cattiva seguì Carfullo mentre andava a scuola. Mentre camminava in un vicolo buio, la strega, che si chiamava Marigna, gli si parò davanti e gli disse: “Carfullo, tu credi di essere un camaleonte! Ma in realtà sei un folletto trasformato in camaleonte!”. Carfullo però non reagì, e continuò a camminare per andare a scuola. Allora la strega Marigna continuò: “Carfullo, tu credi di essere stato cresciuto dai tuoi genitori, ma in realtà essi non sono la tua vera mamma e il tuo vero papà!”. A Carfullo però la notizia entrò in un orecchio e uscì dall’altro, e continuò a camminare. A quel punto Marigna, disperata, si giocò l’ultima carta: “Carfullo, in realtà ciò che ti danno da mangiare non è purè, ma sono mosche spiaccicate!”. A quel punto Carfullo si fermò, si girò verso la strega e urlò: “Cattiva, non è vero! Io amo le mosche, non le mangio!”. Ma la strega insistette, e insistette, e insistette, fino a che Carfullo non poté che riconoscere la verità: era un entomofago. La notizia lo sconvolse e fuggì gridando. Corse, corse e corse, finché non arrivò in un paese che non aveva mai visto.
Al paese si accedeva tramite una strada lastricata con pietre irregolari color cobalto. C’era un cancello, con sopra scritto: “È vietato l’ingresso; i trasgressori saranno puniti con la pena capitale”. Carfullo però era un folletto trasformato in camaleonte, e nessuna delle sue nature gli concedeva la facoltà di leggere. Così entrò. Mentre camminava sulla via principale del paese, meravigliato alla vista di altissime case multicolori e di lampioni color dell’oro, venne fermato da un essere che sembrava una brutta foglia marrone. L’essere cominciò a emettere un suono stridulo, modulato in modo complesso, poi si zittì, come in attesa di una risposta. Ma Carfullo non sapeva cosa dire, perché non aveva capito nulla. L’essere allora ricominciò con il suono, che cresceva sempre più di volume. E mentre parlava, tirò fuori, da una parte indefinita del suo corpo, uno strano oggetto con una punta affilata. Carfullo si paralizzò per la paura e pensò: “Se davvero sono un folletto, basterà che mi trasformi e potrò volare via!”. Non appena espresse questo desiderio dentro la sua testa, avvenne l’impensabile: Carfullo si trasformò davvero in un folletto! Ma non aveva calcolato che i folletti non possono volare, non sono mica fatine che hanno le ali! Insomma, si trattò di un vero prodigio, ma non servì a nulla. L’essere-foglia lo infilzo in modo fulmineo con la sua punta e il folletto Carfullo cadde a terra, perdendo copioso sangue sbrilluccicoso. Un vero peccato, era un folletto molto simpatico! Ma la vita non va sempre come vogliamo. E neanche le favole.
Tutto questo per dire che, come annunciato nel titolo, sta per uscire l’EP “Live Trax” de Le Cose: vi consigliamo vivamente di non perdervelo. Potete ascoltarlo, dal 10 novembre, cliccando qui: https://music.imusician.pro/artist/HcavaSOM1q/releases
Evviva le mosche!

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