36 ore prima, cubicolo 837/h.
– Non credo tu abbia molta scelta.
Bardot è pallido, ma ha uno sguardo di fuoco, mentre il Barone gli sputacchia addosso parole a raffica.
– Non hai alternative, devi farlo, se non vuoi finire fottuto anche tu.
– Non sarebbe la prima volta, in effetti.
– Cazzo Bardot! Ma sei roncoglionito? Qui non si tratta di una semplice sveltina, qui si tratta di una roba coi controfiocchi, con tanto di violino e Bellini ghiacciato. Qui non ne esci vivo! E per cosa poi? In nome di un vecchio legame che nessuno ricorda più, a cominciare dai diretti interessati.
– A partire da te, vorrai dire. C’eri anche tu allora, se non sbaglio.
– È proprio per questo che ti dico che non ha senso continuare a credere in quelle vecchie stronzate. Fidati! La musica è finita da tempo…
– Barone, sei una vera merda…
– Può darsi. Ma intanto sono arrivato da qualche parte. Guarda Marelli invece, che fine sta per fare. E la farà comunque, anche senza il tuo intervento, fidati. Don Ringo è determinato…
– Don Ringo? C’entra anche lui in tutto questo? Pensavo…
– Meglio se non lo dici, Bardot, anzi, meglio se non lo pensi nemmeno… Il Divino ti ascolta.
– Vuoi dire Mercalli, odio quando lo chiamano così.
IL DIVINO VI AMA!
– Rassegnati, non puoi chiamarlo altrimenti. Non è più tuo amico, o mio, non è più amico di nessuno. È oltre, oramai.
– …
– Allora, lo farai vero? Tra tre turni. È una piccola cosa, che nessuno potrà imputarti..
– …
Il Barone poggia un pacchetto di Galoises blu sul piccolo tavolo a muro in peltro sintetico. Bardot spalanca gli occhi, incredulo.
– Sai che non fumo…
– Ma Marelli sì. Lo farai, vero?
Un minuto di silenzio. Il Barone tiene gli occhi fissi sull’espressione impenetrabile di Bardot
– Sai che lui lo conserva ancora? È sulla Nave Reggia…
Gli occhi di Bardot si accendono all’improvviso.
– Potrebbe anche ridartelo. Se ne fai un uso discreto, ovviamente. Allora, che ne dici, lo farai?
Bardot sospira profondamente, la luce nei suoi occhi si spegne.
– Può darsi.
(CONTINUA…)

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