Uno, Nessuno, Centomila: la cosità de Le Cose

La rinascita del genere umano è legata decisamente ad una serie di passaggi che implicano LE COSE come elemento dirimente.

Le recentissime avventure extrasensoriali di buona parte dei membri de LE COSE, nonché l’improvvisa riduzione di luminosità di Betelgeuse sembrano avvalorare ancora una volta il decisivo impatto nella weltanschauung cosiana dei dentifrici a base salina.

Per quanto apparentemente improbabile esiste un concatenamento logico tra una serie di eventi non correlati come i drammatici ultimi giorni di Gardar, colonia norvegese in Groenlandia, e alcuni virtuosismi musicali, eseguiti con malcelata ottusità, in buona parte dei pezzi che appartengono al repertorio “classico” de LE COSE.

In particolare è sugli inediti, ma ancor di più gli inediti non ancora composti ma potenzialmente nelle corde de LE COSE che la critica musicale sofferma la sua sarcastica attenzione.

A mero titolo di esempio alcuni dei principali giornalisti musicali gridano al miracolo, riferendosi a quanto potenzialmente la canzone temporaneamente chiamata sette/ottavi può esprimere in atto: solo pochi giorni fa questa composizione musicale si è improvvisamente palesata nella sua interezza di fronte ad alcuni membri de LE COSE, che subito si sono gettati famelici su di essa nel tentativo di tributarle la giusta attenzione… e badate, non stiamo parlando di qualche altra oscura organizzazione segreta, bensì de LE COSE, cioè gli improbabili depositari di un certo destino come già in passato confermato da esperienze analoghe.

Improvvisamente, dalla scaturigine da cui ha avuto immanentemente origine sette/ottavi, sono apparse, in tutta la loro indiscutibile qualità diverse altre composizioni, che incalzavano lo squarcio spazio temporale con l’intento di venirne fuori per manifestarsi al mondo.

Il mondo, sì, il mondo, essotericamente così avaro di soddisfazioni per LE COSE, ma inconsciamente ed esotericamente già completamente avvinto al destino che chiaramente, nelle parole e nei testi del Barone, redivivo Hari Seldon, è scritto nel remoto futuro.

Ecco, è proprio questo il modo che la comunità de LE COSE ha deciso di utilizzare per dire al mondo: NO, NON ABBIATE PAURA, CI SIAMO NOI!

Come monaci dispersi nella confusione dell’alto medioevo, anche in questo caso Carcassonne, DarioMarelli, Mercalli, il Barone e Bardot sono pronti a farsi portavoce di questo inevitabile percorso che porterà il mondo di ieri ad accettare con gioia il rapido decadimento prossimo venturo

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