Le Cose Distopiche (parte 4)

(Puntata precedente)

Le cose si erano fatte più complicate del previsto. Don Ringo avrebbe di gran lunga preferito che la questione si risolvesse in maniera più rapida, senza…

Era curioso, la presenza del Divino era talmente pervasiva e totalizzante nelle vite di tutti, che si tendeva a dimenticare quanto fosse raro avere a che fare con lui direttamente. Anzi, per molti l’idea stessa era da considerarsi blasfema: Mercalli era ovunque, era tutto, che senso aveva doversi recare presso la sua dimora simbolica e ufficiale per poter parlare con lui?

Con il tempo, i pellegrinaggi verso la Nave Reggia, che pure erano stati relativamente frequenti nei primi anni dopo l’Esodo, si erano diradati. Oramai la gente comune non si muoveva più dal proprio luogo di appartenenza, che fosse la Nave Fabbrica, la Nave Scuola, l’Arcologia Alfa o la Nave Rifugio. Solo gli Illuminati facevano ancora il viaggio, e anche loro sempre più di rado.

Ma un Appello era una cosa diversa. In teoria qualsiasi reo poteva appellarsi, ma dall’Avvento fino ad allora solo pochissimi avevano osato farlo. Si potrebbe pensare che di fronte alla prospettiva di una espulsione non si abbia più nulla da perdere. Ma Don Ringo, in quanto Illuminato al Primo Grado di Prossimità, aveva assistito a tutti gli Appelli e aveva visto ciò che era successo dopo. Davvero congelamento e asfissia non erano nulla al confronto.

L’espulsione invece era un destino clemente, perché alla fine permetteva il ricongiungimento col Divino, l’Illuminazione dell’Ultimo Istante, concedendo ai rei uno stato che mai avrebbero potuto raggiungere se non fosse stato per la Sua Infinita Clemenza.

Erano passati già diversi anni dall’ultimo Appello, e da allora Don Ringo non era più tornato sulla Nave Reggia. Il protocollo imponeva che vi si recassero almeno in quattro: un Illuminato, un Adepto guardia, un Adepto testimone e il reo. In questo caso ogni ruolo era già stato assegnato. Forse, pensò all’improvviso Don Ringo, non senza un filo di blasfema inquietudine, già da molti anni, secondo il Suo Volere.

Fece preparare immediatamente una navicella. Indossò il suo vecchio elmetto, fedele compagno durante le Guerre di Repressione e chiamò il Barone.

– Convoca il testimone e recupera il reo dalla sua cella, è ora di andare.

Alle 2,15, ora standard, la navicella si staccò dalla Nave Fabbrica.

Don Ringo, il Barone, Bardot e Marelli avrebbero presto rincontrato il loro antico sodale, il compagno di avventure ormai mitiche e lontane, l’amico perduto nelle complesse e imperscrutabili pieghe del Potere Infinito.

Nel buio della sua impenetrabile fortezza mentale, il Divino Mercalli li stava aspettando.

(CONTINUA)

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